Voto fuori sede permanente: ok definitivo nella legge elettorale
Con lo Stabilicum il voto fuori sede diventa stabile. Nove mesi di domicilio, tre per le cure, domanda al comune entro il 31 dicembre.
Il voto fuori sede smette di dipendere da un decreto scritto ogni volta. La nuova legge elettorale, approvata oggi in via definitiva dalla Camera con 227 sì e 164 no a scrutinio segreto, lo trasforma in una regola stabile per le elezioni politiche, le europee e i referendum.
Potrà votare nel comune in cui vive chi è iscritto alle liste elettorali di un'altra regione e ha lì un domicilio temporaneo di almeno nove mesi per studio o lavoro, oppure di almeno tre mesi per cure mediche. Il Senato ha esteso la possibilità ai caregiver familiari. La legge entra in vigore dopo la firma del presidente della Repubblica e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, che all'aggiornamento delle 13 non hanno ancora una data.
Finora serviva un decreto per ogni elezione
Alle europee del 2024 il voto fuori sede era stato concesso solo agli studenti. Per i referendum del 2025 il decreto legge del 19 marzo 2025 lo aveva allargato a lavoratori e persone in cura, ma quelle norme valevano solo per quella tornata. Al referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo 2026 i fuori sede sono rimasti esclusi, perché nessuna norma lo prevedeva.
La disciplina permanente è entrata nella riforma con un emendamento del deputato di Fratelli d'Italia Fabio Roscani, approvato a luglio con 353 voti e nessun contrario. Ieri, 7 ottobre, la Camera ha confermato l'articolo modificato dal Senato con 214 sì e l'astensione delle opposizioni, che in prima lettura avevano votato a favore. Simona Bonafè (Pd) ha spiegato l'astensione con le riserve sul resto della legge.
La Rete Voto Fuorisede, di cui fa parte The Good Lobby, contesta la soglia dei nove mesi. Secondo il campaigner Yari Russo lascia fuori stagionali, stagisti e chi lavora nella cultura e nello sport con contratti brevi. La Rete chiedeva una finestra di iscrizione aperta a elezioni indette per chi resta fuori casa tra tre e nove mesi.
Come si fa domanda e per quali candidati si vota
La richiesta va presentata al comune di domicilio, non a quello di residenza, di persona o per via telematica, con un documento d'identità e la documentazione che attesta studio, lavoro o cure. Chi è già fuori sede deve chiedere l'iscrizione entro il 31 dicembre per le consultazioni dell'anno successivo. Chi matura i requisiti più tardi ha 30 giorni di tempo, e in ogni caso non oltre il 45° giorno prima del voto.
Per le cure mediche il periodo di almeno tre mesi deve comprendere la data delle elezioni. Per i caregiver familiari la regola vale quando la persona assistita si trova in una regione diversa da quella di iscrizione elettorale. I resoconti disponibili alle 13 non indicano per loro una durata minima di permanenza.
Il comune inserisce l'elettore in un elenco dedicato e, entro il decimo giorno prima del voto, gli consegna un'attestazione con il seggio assegnato. Sulla scheda ci saranno le liste e i candidati del collegio in cui si trova il comune di domicilio. Chi è iscritto a Bari e lavora a Torino sceglierà quindi tra i candidati piemontesi.
Domande frequenti
Il voto fuori sede vale anche per le elezioni comunali e regionali?
No. La nuova legge elettorale prevede il voto nel comune di domicilio solo per le elezioni politiche, per le europee e per i referendum abrogativi e costituzionali. Alle comunali e alle regionali chi vive in un'altra regione deve votare nel seggio del comune in cui è iscritto alle liste elettorali.