Striscia la Notizia verso la chiusura dopo 38 anni: cosa sta succedendo

Dopo 38 anni Striscia la Notizia rischia la chiusura: assenza dai palinsesti, social passati a Mediaset e nessuna conferma ufficiale.

29 luglio 2026 10:38
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Da settimane il destino di Striscia la Notizia occupa le cronache televisive italiane, e negli ultimi giorni gli indizi si sono moltiplicati fino a sembrare, agli occhi di chi segue da vicino i palinsesti Mediaset, quasi definitivi. Il tg satirico ideato da Antonio Ricci, in onda dal 1988, non compare nella programmazione di Canale 5 per la nuova stagione e negli ultimi giorni ha smesso di aggiornare anche i propri canali social, un dettaglio che molti addetti ai lavori leggono come il segnale più concreto di una chiusura ormai prossima. Mediaset, va detto subito, non ha ancora diffuso alcun comunicato ufficiale in materia.

Per un pubblico che da trentotto anni si è abituato ad associare le sette e un quarto di sera al Gabibbo e ai servizi di Valerio Staffelli, la sola ipotesi di un'estate senza ritorno pesa più di una semplice notizia di palinsesto. Ripercorrere passo dopo passo come si è arrivati a questo punto aiuta a capire quanto la vicenda sia il risultato di una somma di fattori (ascolti, scelte editoriali, equilibri economici) più che di una decisione improvvisa.

La cronologia essenziale dei fatti

Prima di entrare nel merito delle singole vicende, può essere utile fissare in ordine i passaggi che hanno portato la situazione al punto attuale:

  • Luglio 2025: Striscia la Notizia lascia la storica collocazione nell'access prime time di Canale 5, sostituita da La Ruota della Fortuna.

  • 22 gennaio 2026: parte il test in prima serata, con cadenza settimanale, che durerà cinque puntate.

  • 9 luglio 2026: alla presentazione dei palinsesti Mediaset 2026/2027, il programma non compare tra i titoli annunciati per Canale 5.

  • 24 luglio 2026: il sito ufficiale del programma smette di essere aggiornato.

  • 25 luglio 2026: la gestione dei canali social passa dalla squadra di Antonio Ricci direttamente a Mediaset.

  • 28 luglio 2026: le indiscrezioni sulla chiusura definitiva si moltiplicano su testate e siti di settore, senza però una conferma ufficiale.

I primi segnali: l'assenza dai palinsesti Mediaset

Il primo campanello d'allarme risale al 9 luglio 2026, giorno della presentazione dei palinsesti Mediaset per la stagione 2026/2027. Tra i titoli annunciati per Canale 5, il nome di Striscia la Notizia non figurava. Per un programma che da trentotto anni rappresenta uno dei pilastri della rete, l'assenza ha immediatamente insospettito osservatori e cronisti tv, tanto che nei giorni successivi Dagospia ha rilanciato l'indiscrezione secondo cui il programma sarebbe ormai "appeso a un filo".

A confermare che qualcosa stesse effettivamente cambiando è arrivata la posizione dello stesso amministratore delegato di Mediaset. Interpellato sul futuro della trasmissione, Pier Silvio Berlusconi ha dichiarato: "Per quanto riguarda Striscia la Notizia e Antonio Ricci, stiamo facendo tutte le valutazioni del caso. Ad oggi siamo a questo punto e non ho altre informazioni da darvi". Una frase che non annuncia una chiusura, ma che allo stesso tempo non la esclude, e che di fatto ha lasciato il programma in una sorta di limbo editoriale.

Il declino negli ascolti e l'ascesa della Ruota della Fortuna

Per capire come si sia arrivati a questo punto bisogna guardare a quanto accaduto nell'estate del 2025. Fino ad allora Striscia la Notizia occupava, quasi ininterrottamente dal debutto, la fascia dell'access prime time di Canale 5, lo spazio che precede la prima serata e che tradizionalmente vale moltissimo in termini pubblicitari. A luglio 2025 quello slot è stato affidato a La Ruota della Fortuna, condotto da Gerry Scotti, che ha ottenuto ascolti da record e ha di fatto scalzato Affari Tuoi (il game show di Rai 1 condotto da Stefano De Martino) dal ruolo di riferimento della fascia.

Il successo del programma di Scotti ha lasciato Striscia senza una collocazione stabile. Il tg satirico ha perso lo spazio che lo aveva reso un appuntamento quotidiano per generazioni di telespettatori, e nel frattempo la crescita costante della Ruota ha reso sempre più difficile immaginare un ritorno nella stessa fascia oraria. Non è un dettaglio da poco; infatti, gran parte dell'identità del programma di Ricci si era costruita proprio attorno a quella collocazione, capace di intercettare un pubblico trasversale prima dei tg e della prima serata.

Perché l'access prime time conta così tanto

Per capire il peso di questo spostamento serve un passaggio tecnico. La fascia dell'access prime time, quella compresa tra il tg delle 20 e l'inizio della prima serata, è tra le più contese dell'intero palinsesto in quanto raccoglie il pubblico che rientra a casa dal lavoro, traina gli ascolti del preserale successivo e vale cifre pubblicitarie molto alte rispetto ad altre collocazioni della giornata. Un programma capace di presidiare stabilmente quello spazio genera un ritorno economico che va ben oltre il singolo appuntamento, perché diventa un punto di riferimento su cui costruire la programmazione delle ore successive.

Quando La Ruota della Fortuna ha preso il posto di Striscia, Canale 5 ha ottenuto un doppio risultato: uno share più alto nella fascia e una base di pubblico più solida da cui far partire la prima serata. Da un punto di vista editoriale, sostituire un programma che funziona con uno che rende ancora di più è una scelta quasi obbligata per una rete generalista, indipendentemente dal valore storico o simbolico del format che viene spostato.

Il test fallito in prima serata

Con l'access prime time ormai perso, Mediaset ha provato a ricollocare Striscia la Notizia in un'altra fascia, quella della prima serata, con una cadenza settimanale anziché quotidiana. L'esperimento è partito il 22 gennaio 2026 e ha coperto cinque puntate. I numeri, però, non hanno convinto: la media si è fermata a 1.912.000 telespettatori, con il 12,8% di share, un risultato lontano dagli standard richiesti per giustificare uno spazio fisso in prima serata su una rete generalista.

Il tentativo ha avuto anche un effetto collaterale sulla squadra storica del programma. Nei mesi successivi al test, alcuni degli inviati e dei volti più riconoscibili hanno lasciato il progetto, alimentando ulteriormente le voci su un progressivo ridimensionamento. A quel punto la domanda non era più se Striscia avrebbe cambiato pelle, ma se sarebbe sopravvissuta nella forma che il pubblico aveva conosciuto per quasi quattro decenni.

La svolta sui social: gli account passano a Mediaset

L'indizio più recente, e probabilmente quello più difficile da derubricare a semplice indiscrezione, riguarda i canali social del programma. Fino al 24 luglio 2026 i profili ufficiali di Striscia la Notizia hanno continuato a pubblicare contenuti quotidiani (servizi, anticipazioni, materiale d'archivio) mantenendo viva la presenza del marchio anche a stagione televisiva conclusa. Poi, improvvisamente, il silenzio.

Secondo quanto riportato dal giornalista Claudio Plazzotta e ripreso da Davide Maggio, dal 25 luglio la gestione dei social di Striscia la Notizia sarebbe passata dalla squadra di Antonio Ricci direttamente a Mediaset. Una mossa che avrebbe anche una componente economica: le risorse dedicate alla comunicazione digitale, si legge nelle ricostruzioni circolate in questi giorni, non potrebbero più essere impiegate per seguire un programma fermo, anche per via degli accordi in essere con la struttura di Ricci che rendevano complessa la monetizzazione pubblicitaria dei contenuti social. Per molti osservatori, la sottrazione dei profili rappresenta un passaggio che va oltre la semplice pausa estiva: è il segnale di una separazione che si sta consumando anche sul piano operativo, non solo su quello editoriale.

La replica di Antonio Ricci

Di fronte a questo scenario, Antonio Ricci non è rimasto in silenzio, pur senza rilasciare dichiarazioni dirette sulla presunta chiusura. Sul sito ufficiale del programma sono state pubblicate le classifiche social elaborate da Sensemakers, che fotografano le performance digitali dei principali show televisivi italiani. I dati mostrano che Striscia la Notizia, pur non essendo in onda, a giugno è salita dal quattordicesimo al sesto posto nella classifica dei video social legati ai programmi tv, un risultato che il sito del programma ha voluto sottolineare come prova di una presenza digitale ancora solida.

La pubblicazione di quei numeri è stata letta da più di un cronista televisivo come un messaggio implicito a Mediaset e allo stesso Pier Silvio Berlusconi: un modo per ricordare che, nonostante l'assenza dal video, il marchio conserva un seguito capace di generare interazione online, un argomento che potrebbe pesare in un'eventuale trattativa sul futuro del format.

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Trentotto anni di storia: cosa lascia Striscia la Notizia

Al di là dell'esito della vicenda, vale la pena ricordare cosa ha rappresentato Striscia la Notizia per la televisione italiana. Nato nel 1988 da un'idea di Antonio Ricci, il programma ha costruito la propria identità su un mix originale di satira, inchiesta giornalistica e intrattenimento, un equilibrio che all'epoca del debutto non aveva precedenti sulle reti generaliste. Nel corso di quasi quattro decenni ha portato alla luce truffe, sprechi e disservizi, spesso anticipando temi che sarebbero diventati centrali nel dibattito pubblico.

Al fianco delle inchieste, il programma ha costruito un immaginario popolare fatto di personaggi diventati parte del linguaggio comune degli italiani: il Gabibbo, le Veline, il Tapiro d'oro consegnato ai protagonisti delle cronache del momento, oltre a conduttori e inviati storici come Ezio Greggio, Enzo Iacchetti, Valerio Staffelli e, negli anni più recenti, Vanessa Incontrada e altri volti alternati alla conduzione. Generazioni di telespettatori hanno associato l'apertura del tg satirico al passaggio simbolico tra il pomeriggio e la prima serata, un rito quotidiano che ha attraversato oltre trent'anni di cambiamenti nei costumi e nei consumi televisivi.

Nel corso degli anni la formula del programma è rimasta riconoscibile pur adattandosi ai cambiamenti del linguaggio televisivo: i servizi con la telecamera nascosta, le consegne del Tapiro d'oro ai protagonisti delle polemiche del momento, i tormentoni lanciati dal bancone e ripresi per settimane da radio e giornali. Il doppio conduttore, un uomo e una donna che si alternano sera dopo sera, ha rappresentato per decenni una sorta di scuola per volti che poi hanno proseguito la carriera su altre reti, mentre le Veline hanno lanciato percorsi televisivi e cinematografici per decine di ballerine diventate poi showgirl affermate. È un patrimonio che rende la vicenda attuale diversa da una normale cancellazione di palinsesto: qui si parla di un pezzo di storia della televisione commerciale italiana, costruito puntata dopo puntata a partire dalla fine degli anni Ottanta.

Le reazioni del pubblico e degli addetti ai lavori

Le indiscrezioni delle ultime settimane hanno alimentato un dibattito acceso tra addetti ai lavori, giornalisti televisivi e semplici telespettatori. Sui social, l'assenza di aggiornamenti dai profili ufficiali del programma è stata notata e commentata quasi in tempo reale, con utenti che hanno ricondotto il silenzio proprio al passaggio di gestione verso Mediaset. Diverse testate specializzate in televisione, da Davide Maggio a Dagospia, hanno seguito la vicenda giorno per giorno, spesso citando fonti interne all'azienda che parlano di una decisione ormai presa, pur senza che nessuno, a Cologno Monzese, l'abbia messa nero su bianco.

Va segnalato che questo genere di rumor ha già accompagnato in passato altre fasi difficili del programma, salvo poi essere smentito da un rilancio o da un cambio di collocazione. Proprio per questo la cautela editoriale resta d'obbligo: gli indizi raccolti finora sono numerosi e concordanti, ma la storia della televisione italiana ha già mostrato casi di format dati per chiusi e poi tornati in onda con formule rinnovate.

Cosa potrebbe succedere adesso: gli scenari possibili

Allo stato attuale delle cose si possono delineare almeno tre scenari. Il primo, il più probabile secondo le ricostruzioni circolate finora, è quello di una chiusura definitiva, con il marchio che resta di proprietà della struttura di Antonio Ricci ma senza più una collocazione fissa su Canale 5. Il secondo prevede un rilancio in forma diversa, magari con una cadenza settimanale o una collocazione su un'altra rete del gruppo Mediaset, ipotesi meno accreditata ma non impossibile vista la lunga storia di adattamenti del format. Il terzo, il meno probabile alla luce degli ultimi sviluppi sui social, è un ritorno nella collocazione originaria qualora la Ruota della Fortuna dovesse in futuro perdere smalto.

Un elemento che potrebbe pesare su qualsiasi trattativa è proprio la forza digitale rivendicata da Ricci attraverso i dati Sensemakers e cioè che un marchio capace di generare interazione online anche da fermo rappresenta comunque un asset, e non è escluso che questo aspetto venga usato come leva in eventuali discussioni tra l'editore e la squadra storica del programma.

I nuovi palinsesti Mediaset senza il tg satirico

La stagione 2026/2027 di Canale 5 disegna un quadro molto diverso da quello a cui il pubblico era abituato. Tra i titoli annunciati tornano programmi storici come Ok, il prezzo è giusto, Zelig, Chi vuol essere milionario e Scherzi a parte, accanto a nuovi progetti affidati a Michelle Hunziker. L'access prime time resta saldamente nelle mani della Ruota della Fortuna, ormai consolidata come punto fermo della fascia. In questo nuovo assetto, lo spazio per un ritorno di Striscia appare sempre più stretto, anche perché la rete sembra puntare su un rinnovamento complessivo dell'offerta piuttosto che sul recupero di format in difficoltà di ascolti.

Nessuna conferma ufficiale, per ora

Va detto con chiarezza, al momento non esiste alcun annuncio ufficiale di chiusura, né da parte di Mediaset né da parte di Antonio Ricci. Tutti gli elementi raccolti fin qui, dall'assenza nei palinsesti alle dichiarazioni di Berlusconi, fino al passaggio di gestione dei social, restano indizi convergenti ma non una comunicazione formale.

È lo stesso genere di cautela che ha accompagnato altre vicende televisive di questo tipo e i segnali si accumulano per settimane prima che arrivi, se arriva, una parola definitiva dall'editore. Quel che è certo è che il sito ufficiale del programma risulta fermo dal 24 luglio e che la gestione dei canali social è ormai nelle mani di Mediaset.

Domande frequenti su Striscia la Notizia

Striscia la Notizia è ufficialmente chiusa?

No. Al momento non esiste un annuncio ufficiale da parte di Mediaset o di Antonio Ricci. Gli elementi raccolti (assenza dai palinsesti, dichiarazioni di Pier Silvio Berlusconi, passaggio di gestione dei social) sono indizi concordanti ma non equivalgono a una comunicazione formale di chiusura.

Da quando Striscia la Notizia non va in onda?

Il programma ha lasciato la sua storica collocazione nell'access prime time nel luglio 2025. Un tentativo di rilancio in prima serata, con cinque puntate a cadenza settimanale, si è svolto a partire dal 22 gennaio 2026, senza però ottenere ascolti sufficienti a garantire una continuità.

Chi ha preso il posto di Striscia la Notizia nell'access prime time?

La fascia è ora occupata da La Ruota della Fortuna, condotto da Gerry Scotti, che dall'estate 2025 ha ottenuto ascolti costantemente alti, superando anche il diretto concorrente Affari Tuoi su Rai 1.

Cosa ne pensa Antonio Ricci della possibile chiusura?

Ricci non ha rilasciato dichiarazioni dirette sulla chiusura, ma attraverso il sito del programma ha diffuso dati sulle performance social di Striscia la Notizia, sottolineando come il marchio mantenga un seguito digitale rilevante nonostante l'assenza dal video.

Per chi ha seguito Striscia la Notizia fin dalle prime puntate, la fascia dell'access prime time del prossimo settembre dirà molto più di qualsiasi indiscrezione: se al posto del tg satirico troverà ancora la Ruota della Fortuna, sarà difficile continuare a parlare di semplice pausa estiva.

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