Pedro Pascal: dalla fuga dal Cile alla conquista di Hollywood, la storia del “papà d’America”
C’è una parola che ricorre più di ogni altra quando si parla di Pedro Pascal: pazienza. Non la pazienza passiva di chi aspetta che le cose accadano, ma quella attiva e testarda di chi continua a fare il proprio lavoro anche quando il mondo sembra non accorgersene. Per quasi vent’anni Pedro Pascal ha recitato in piccoli ruoli televisivi, ha fatto il cameriere per pagare l’affitto a New York, ha visto colleghi della sua generazione sfondare mentre lui rimaneva nell’ombra. Poi, a quarantaquattro anni, è arrivato il suo momento. E quando è arrivato, è arrivato tutto insieme: The Mandalorian, Narcos, The Last of Us, Gladiator II, I Fantastici Quattro. Oggi è uno degli attori più amati e richiesti del pianeta. La sua storia merita di essere raccontata dall’inizio.
Santiago del Cile, 1975: nascere nel posto sbagliato al momento sbagliato
José Pedro Balmaceda Pascal nasce il 2 aprile 1975 a Santiago del Cile. Suo padre José è un medico specializzato in fertilità, sua madre Verónica è una psicologa infantile. La famiglia appartiene alla classe professionale cilena, colta e politicamente consapevole. Troppo consapevole, in quel momento storico, per poter stare tranquilla.
Il Cile del 1975 è il Cile di Augusto Pinochet, il generale che due anni prima ha rovesciato il governo democratico di Salvador Allende con un colpo di stato militare sostenuto dalla CIA. I genitori di Pedro non sono figure di primo piano dell’opposizione, ma hanno aiutato alcune persone a nascondersi, come ha raccontato lui stesso in un’intervista a Time magazine. Questo è sufficiente per metterli in pericolo. La famiglia fugge rifugiandosi nell’ambasciata venezuelana a Santiago e chiede asilo politico. Pedro ha pochi mesi di vita.
Il percorso della famiglia è quello di molti rifugiati politici dell’epoca: prima la Danimarca, poi gli Stati Uniti. Si stabiliscono a San Antonio, in Texas, dove Pedro cresce parlando sia spagnolo che inglese, con un’identità divisa tra due mondi. Secondo quanto riportato da Biography.com, quando ha circa otto anni la famiglia comincia a tornare regolarmente in Cile nelle vacanze, man mano che la situazione politica si allenta. I cugini, i nonni, le radici: il Cile non è mai davvero lontano.
In quinta elementare la famiglia si trasferisce in California, nella Orange County. Pedro viene bullizzato a scuola, come ha raccontato a The New York Times. È in quel periodo di solitudine che trova rifugio nei film e nel teatro. Si rinchiude in camera a leggere copioni, guarda i classici di Mike Nichols in videocassetta, si ossessiona con Indiana Jones al punto da rompersi un braccio per due volte mentre cerca di imitarlo nel cortile di casa. Quando viene ammesso alla Orange County School of the Arts, specializzata in recitazione, qualcosa si sblocca. Il ragazzino timido che non riusciva a fare amicizia trova finalmente il suo posto.
New York: la formazione e i primi anni di gavetta
Nel 1993 Pedro si iscrive alla Tisch School of the Arts della New York University, una delle scuole di recitazione più prestigiose degli Stati Uniti. È qui che incontra Sarah Paulson, attrice che diventerà una delle sue migliori amiche per tutta la vita. Si laurea nel 1997. Due anni dopo sua madre Verónica muore. È in quel momento che Pedro decide di abbandonare il cognome paterno Balmaceda e di adottare quello materno, Pascal, come omaggio alla donna che non c’è più.
Gli anni successivi alla laurea sono quelli della gavetta pura. Come riportato da Britannica e da IMDB, Pascal fa il cameriere per mantenersi mentre cerca lavoro come attore. Ottiene piccoli ruoli in serie televisive: un episodio di Buffy the Vampire Slayer nel 1999, poi apparizioni in Touched by an Angel, NYPD Blue, Nurse Jackie, Homeland, e diversi episodi del franchise di Law and Order. Come ha detto lui stesso in un’intervista riportata da IMDB: “Volevo così tanto ottenere una parte in Law and Order che quasi ci morii.” Non è retorica. Per un attore emergente a New York, un episodio di Law and Order era la differenza tra pagare l’affitto e non pagarlo.
Pascal si dedica anche al teatro, che considera la sua vera scuola di recitazione. Recita in numerose produzioni off-Broadway, dirige un suo spettacolo nel 2008, entra a far parte della Labyrinth Theatre Company. Nel 2019, quando è già famoso grazie a Game of Thrones, sceglie di fare il suo debutto a Broadway nel Re Lear di Shakespeare nel ruolo di Edmondo. Una scelta che dice tutto su chi è: avrebbe potuto stare a Hollywood a raccogliere i frutti del successo televisivo. Preferisce tornare sul palco.
Il momento che cambia tutto: Game of Thrones e Oberyn Martell
Nel 2013 Pedro Pascal ha quasi quarant’anni. Non è una star, non è un nome, è un attore di talento che Hollywood non ha ancora saputo come usare. Poi arriva la chiamata per un provino per Game of Thrones. Come racconta a Showtimes, stava facendo da mentore a un attore più giovane che si stava preparando per lo stesso ruolo quando ha letto il copione e ha realizzato che voleva quella parte per sé. Ha chiamato il suo agente, si è messo in moto, ha convinto i produttori.
Il personaggio che gli viene affidato è Oberyn Martell, il Vipera Rossa di Dorne: un principe bisessuale, vendicativo, irresistibile e mortale. Un personaggio che richiedeva carisma fisico e una qualità di presenza scenica particolare. Pascal la porta tutta. La sua apparizione nella quarta stagione è esplosiva: sette episodi che trasformano un personaggio secondario nella figura più discussa della serie. La sua morte nell’episodio finale della quarta stagione, nel combattimento contro la Montagna, è considerata ancora oggi una delle scene più sconvolgenti nella storia della televisione americana.
Da quel momento, le porte si aprono. Nel 2015 arriva il ruolo di Javier Peña in Narcos, la serie Netflix sulla guerra al narcotraffico colombiano. Pascal interpreta un agente della DEA affiancato a Boyd Holbrook nel tentativo di catturare Pablo Escobar. La serie ha un successo enorme, viene vista in tutto il mondo e consolida la sua reputazione internazionale. I cinque anni tra Game of Thrones e The Mandalorian non sono un periodo di attesa: sono anni di lavoro intenso, con ruoli in Kingsman: Il Cerchio d’Oro (2017), Wonder Woman 1984 (2020) e numerose produzioni indipendenti.
The Mandalorian: la maschera e il cuore
Nel 2019 arriva il ruolo che lo trasforma in una star globale. Disney+ lancia il proprio servizio di streaming con una serie ambientata nell’universo di Star Wars: The Mandalorian. Pedro Pascal è il protagonista nel ruolo di Din Djarin, un cacciatore di taglie solitario che si ritrova a proteggere un misterioso bambino della stessa specie di Yoda, subito soprannominato dai fan “Baby Yoda”.
C’è qualcosa di paradossale nel fatto che il ruolo che lo rende famoso al grande pubblico mondiale sia anche quello in cui il suo volto non si vede quasi mai: per la maggior parte della serie, Pascal è coperto dall’elmetto del Mandaloriano. Eppure riesce a trasmettere emozioni, vulnerabilità e umorismo usando solo il linguaggio del corpo e la voce. Come ha spiegato lui stesso in interviste successive, quella costrizione lo ha costretto a trovare soluzioni espressive che non avrebbe mai cercato altrimenti.
La serie ha un successo straordinario e ridefinisce le aspettative per lo streaming televisivo. Pascal viene chiamato affettuosamente dai fan con il soprannome di “Daddy Pascal”, in riferimento alla sua capacità di interpretare figure paterne protettive che diventano emotivamente devastanti. Non è un caso: tutta la sua carriera recente ruota attorno a questo tipo di personaggi.
The Last of Us: il ruolo che ha cambiato la sua vita
Nel 2023 HBO lancia la versione televisiva di The Last of Us, il videogioco post-apocalittico della Naughty Dog considerato uno dei capolavori del medium. Pascal interpreta Joel Miller, un sopravvissuto indurito che viene incaricato di accompagnare una ragazza di nome Ellie (Bella Ramsey) attraverso un’America devastata da un’infezione fungina. Il personaggio è un padre che ha perso una figlia e che lentamente, episodio dopo episodio, si riapre all’amore paterno.
La serie debutta il 15 gennaio 2023 e diventa immediatamente un fenomeno culturale globale. Il terzo episodio, dedicato alla storia d’amore tra due personaggi secondari interpretati da Nick Offerman e Murray Bartlett, viene unanimemente considerato uno dei più grandi episodi della storia della televisione americana. Pascal è al centro di tutto: la sua performance è universalmente elogiata come la migliore della sua carriera. Vince il SAG Award come miglior attore in una serie drammatica, riceve candidature agli Emmy, ai Golden Globe e ai Critics Choice Award.
Come ha detto lui stesso a CBR, il ruolo ha aperto un nuovo capitolo nella sua vita in modo profondo: non solo per il riconoscimento ricevuto, ma per l’esperienza personale vissuta sul set. “Non succederà mai più in questo modo”, ha dichiarato, riferendosi alla rarità di un momento in cui la qualità del lavoro e la risposta del pubblico coincidono così perfettamente.
La seconda stagione, andata in onda nel 2025, porta con sé una delle decisioni narrative più controverse degli ultimi anni nella serialità televisiva: il personaggio di Joel viene ucciso nel secondo episodio, fedele a quanto accade nel videogioco originale. La reazione dei fan è stata di rabbia intensa, con molti che hanno dichiarato di aver smesso di guardare la serie dopo quella scena. Pascal ha dichiarato a Entertainment Weekly di trovarsi in “attiva negazione” rispetto alla fine del suo personaggio, ammettendo che l’esperienza lo rende semplicemente triste. I creatori della serie hanno confermato che apparirà in flashback nelle stagioni successive.
La famiglia: il dolore, la sorella, le radici
La storia personale di Pedro Pascal è segnata da lutti e da complessità familiari che emergono a tratti nelle sue interviste. Sua madre Verónica è morta per suicidio nel 1999, quando lui aveva ventiquattro anni. Come riportato da Biography.com, è stata la perdita più dolorosa della sua vita, quella che lo ha portato a cambiare cognome come atto di omaggio permanente.
Suo padre José, tornato in Cile nel 1995 con parte della famiglia dopo che le accuse di uno scandalo medico che lo riguardava erano cadute per motivi tecnici, ha poi patteggiato nel 2021 per frode fiscale. Una vicenda complicata e dolorosa che Pascal non ha mai commentato direttamente in pubblico.
Più aperta è la sua posizione riguardo a sua sorella minore Lux Pascal, attrice e attivista transgender che ha fatto coming out pubblicamente nel 2021. Pedro ha espresso in modo inequivocabile il suo sostegno e la sua ammirazione, definendola a Esquire una delle persone più potenti che conosca, aggiungendo che il suo istinto protettivo nei suoi confronti è letale ma che è lei ad aver bisogno di lui meno di quanto lui abbia bisogno di lei.
Ha trentaquattro cugini in Cile, con cui intrattiene una relazione vivace tramite una chat di gruppo chiamata Sinvergüenzas (Mascalzoni). Come ha raccontato ironicamente al Graham Norton Show, i cugini distribuiscono il suo numero di telefono liberamente e lui riceve messaggi ogni giorno. Le radici cilene rimangono il centro di gravità emotivo della sua vita, nonostante i decenni trascorsi negli Stati Uniti.
Il 2025 e il 2026: l’uomo che compete con sé stesso al botteghino
Se il 2023 era stato l’anno di The Last of Us, il 2025 ha portato una sovrapposizione di progetti di raro peso. Pascal ha recitato in The Fantastic Four: First Steps della Marvel nel ruolo di Reed Richards/Mister Fantastic, accanto a Vanessa Kirby, Joseph Quinn ed Ebon Moss-Bacharach. Il film, uscito nell’estate 2025, ha affrontato al botteghino il Superman di James Gunn in uno degli scontri più attesi della stagione cinematografica.
Ha anche recitato in Materialists, commedia romantica diretta da Celine Song, regista di Past Lives. Un film volutamente piccolo e personale, in netto contrasto con i kolossal Marvel e Star Wars, che dice molto sulla sua volontà di non farsi intrappolare in un solo genere.
Nel 2026 il calendario è altrettanto denso. Avengers: Doomsday, in cui riprende il ruolo di Reed Richards, è già in post-produzione. Star Wars: The Mandalorian and Grogu, il film cinematografico dedicato al suo personaggio più iconico, è in arrivo. Come ha fatto notare Men’s Journal, a maggio 2026 Pascal si troverà nella situazione inedita di competere con sé stesso al botteghino: i due film escono a poche settimane di distanza. È un problema che pochissimi attori nella storia di Hollywood hanno mai avuto.
L’uomo, non solo il personaggio
Fuori dal set, Pascal è noto per una riservatezza assoluta sulla vita privata, non ha mai confermato alcuna relazione sentimentale, e per un’apertura altrettanto assoluta su tutto il resto. È un sostenitore dichiarato dei diritti LGBTQ+, ha partecipato a cortometraggi di Pedro Almodóvar, ha prestato la voce a un personaggio del film DreamWorks The Wild Robot nel 2024. Come riportato da AARP, ha prestato anche la voce a una canzone del cantautore Omar Apollo.
È un appassionato di sport: da bambino nuotava a livello agonistico, suo padre lo portava alle partite degli San Antonio Spurs. È cresciuto con i film come principale forma di intrattenimento familiare. Ha un senso dell’umorismo genuino e autoironico che emerge nelle interviste: quando qualcuno gli chiede perché non si sia sposato, risponde semplicemente che nessuno lo ha chiesto.
C’è una frase che ha detto a IMDB, citata poi da molte fonti, che cattura qualcosa di essenziale su di lui: “Non sono pericoloso, ma ho un naso affilato. Probabilmente farò i cattivi per sempre a causa della mia faccia.” Era una battuta, naturalmente. Ma dice anche qualcosa di preciso su un attore che per vent’anni ha sentito dirsi che non aveva le caratteristiche giuste per essere un protagonista e che alla fine ha dimostrato, con pazienza e con talento, che avevano torto.
Pedro Pascal ha aspettato quasi quattro decenni per diventare quello che è oggi. Il mondo del cinema e della televisione è fortunato che non abbia smesso di aspettare.
