Glen Hansard è morto a 56 anni: chi era il cantautore premio Oscar per Falling Slowly

Glen Hansard, voce dei The Frames e premio Oscar con Falling Slowly, è morto a 56 anni in un incidente in moto a Dublino. La sua storia.

30 luglio 2026 10:19
Glen Hansard è morto a 56 anni: chi era il cantautore premio Oscar per Falling Slowly - Profilo Instagram Glen Hansard
Profilo Instagram Glen Hansard
Condividi

Glen Hansard, cantautore, chitarrista e attore irlandese conosciuto in tutto il mondo per Falling Slowly, il brano che nel 2008 gli valse il premio Oscar, è morto all'età di 56 anni. Il musicista ha perso la vita in un incidente in moto avvenuto nella notte tra martedì e mercoledì a Lucan, un sobborgo a ovest di Dublino, la città in cui era nato e cresciuto. La notizia, diffusa dai principali quotidiani irlandesi e confermata dall'agenzia che lo rappresentava, ha lasciato senza parole il mondo della musica e i tanti fan italiani che a dicembre lo avrebbero visto dal vivo in quattro tappe del suo tour.

L'incidente a Lucan: come è morto Glen Hansard

Secondo quanto ricostruito dalla polizia irlandese, l'incidente si è verificato intorno alle 4:30 del mattino sulla Lower Road, nella zona di Strawberry Beds a Lucan. Hansard viaggiava da solo e, per cause ancora da chiarire, ha perso il controllo della moto. Il sinistro non ha coinvolto altri veicoli. I soccorsi sono intervenuti rapidamente e hanno tentato di rianimarlo sul posto, ma il cantautore è deceduto poco dopo a causa dei gravi traumi riportati nell'impatto.

L'Irish Times ha ricostruito anche le ore precedenti alla tragedia: Hansard aveva trascorso la serata al Wren's Nest, un pub lungo il fiume Liffey noto per le serate di musica tradizionale, prima di risalire sulla propria moto per tornare a casa. La polizia ha chiuso temporaneamente la strada per permettere ai rilievi forensi e ha lanciato un appello a chiunque avesse assistito alla dinamica dell'incidente.

ATC Management, l'agenzia che seguiva la carriera dell'artista, ha diffuso una nota per confermare la notizia: "Con il cuore spezzato annunciamo la scomparsa di Glen Hansard, morto nelle prime ore di questa mattina in seguito a un incidente stradale a Dublino. La famiglia è profondamente scossa da questa tragica perdita e chiede rispettosamente privacy in questo momento estremamente difficile".

Chi era Glen Hansard: dal busking nelle strade di Dublino ai Frames

Glen James Hansard nasce il 21 aprile 1970 a Ballymun, quartiere popolare nella periferia nord di Dublino. La sua storia con la musica comincia molto presto e in un modo tutt'altro che convenzionale: a soli tredici anni lascia la scuola per dedicarsi al busking, esibendosi come musicista di strada tra i vicoli e i marciapiedi della capitale irlandese. Sono anni duri ma formativi, in cui Hansard impara a costruire un rapporto diretto con il pubblico, capacità che porterà con sé per tutta la carriera.

Nel 1990, poco più che ventenne, fonda The Frames insieme, tra gli altri, al violinista Colm Mac Con Iomaire. La band pubblica il primo album, Another Love Song, nel 1991, e negli anni successivi costruisce un seguito fedele soprattutto in Irlanda, senza però sfondare a livello internazionale. Seguiranno dischi come Fitzcarraldo, Dance the Devil, For the Birds e Burn the Maps, con Hansard sempre al centro come voce, chitarrista e principale autore.

Il debutto al cinema con The Commitments

Parallelamente alla musica, a ventuno anni Hansard ottiene il suo primo ruolo cinematografico importante: interpreta il chitarrista Outspan Foster in The Commitments, la commedia musicale di Alan Parker del 1991, premiata poi con il BAFTA. Il film diventa un classico del cinema musicale britannico e regala ad Hansard una prima, seppur limitata, notorietà oltre i confini irlandesi.

Once, Falling Slowly e l'Oscar del 2008

Il momento che cambia definitivamente la carriera di Hansard arriva nel 2007, quando accetta di partecipare a Once, film a bassissimo budget diretto da John Carney e ambientato tra le strade di Dublino. Nella pellicola interpreta un musicista di strada al fianco della cantante e pianista ceca Markéta Irglová, con cui firma anche le musiche originali.

Once viene girato in poche settimane, con un budget ridottissimo e con Hansard e Irglová che, all'epoca, non erano attori professionisti. Il film racconta l'incontro tra un musicista di strada dublinese e un'immigrata ceca, e proprio la scena in cui i due protagonisti compongono insieme Falling Slowly in un negozio di pianoforti diventa uno dei momenti più citati del cinema indipendente degli anni Duemila.

Il brano portante della colonna sonora, scritto a quattro mani con Irglová, diventa un fenomeno globale nonostante la produzione indipendente del film: resta per settimane nelle classifiche digitali e viene reinterpretato da decine di altri artisti nel corso degli anni. Alla cerimonia degli Oscar del 2008 la canzone vince il premio come miglior canzone originale, battendo colonne sonore di produzioni ben più costose e blasonate. Il discorso di ringraziamento di Hansard, breve e visibilmente emozionato, viene interrotto dall'orchestra prima che Irglová possa parlare: il conduttore della serata, resosi conto dell'accaduto, richiama la cantante sul palco al termine della pubblicità, permettendole di completare il proprio intervento davanti al pubblico. La scena resta ancora oggi uno dei momenti più ricordati nella storia recente della cerimonia, spesso citata come esempio di spontaneità in un evento altrimenti scandito nei minimi dettagli.

L'esperienza di Once avrà un seguito anche a teatro: nel 2011 la storia viene adattata in un musical di Broadway che vince otto Tony Award, tra cui quello per il miglior musical, confermando la portata del piccolo film girato per le strade di Dublino.

Il successo di Once porta Hansard e Irglová a formare il duo folk The Swell Season, con cui pubblicano diversi album e affrontano tournée internazionali tra il 2005 e il 2011, con una breve reunion nel 2015 e un ritorno più stabile dal 2022. Il nome del progetto è tratto da un romanzo del 1975 dello scrittore ceco Josef Škvorecký, tra i preferiti di Hansard fin dalla giovinezza.

Le collaborazioni e i tributi ad altri artisti

Nel corso degli anni Hansard ha affiancato alla propria produzione un'intensa attività di collaborazione. Nel 2006 partecipa a The Cake Sale, disco benefico realizzato insieme ai Frames e ad altri musicisti irlandesi per sostenere le campagne di Oxfam contro la povertà. L'anno seguente, con Irglová, incide una versione di You Ain't Goin' Nowhere di Bob Dylan per la colonna sonora del film Io non sono qui. Nel 2018 sale sul palco per il concerto tributo ai settantacinque anni di Joni Mitchell, Joni 75: A Birthday Celebration, la cui registrazione viene poi pubblicata come doppio album nel marzo 2019 dalla Decca Records. Hansard aveva inoltre dedicato un intero EP, It Was Triumph We Once Proposed, alle canzoni del cantautore americano Jason Molina, scomparso nel 2013, testimoniando un legame profondo con la tradizione del songwriting indipendente statunitense.

La carriera solista e gli ultimi anni

Dopo l'esperienza con The Swell Season, Hansard intraprende un percorso da solista che lo porta a pubblicare cinque album in studio. Il debutto, Rhythm and Repose, esce nel 2012, seguito nel 2015 da Didn't He Ramble, disco che gli vale una candidatura ai Grammy come miglior album folk. Negli anni successivi arrivano Between Two Shores (2018), This Wild Willing (2019) e All That Was East Is West of Me Now (2023), lavori in cui la scrittura di Hansard si fa progressivamente più introspettiva, mantenendo però intatta la componente live e viscerale che lo aveva reso celebre.

Nel 2026 pubblica un nuovo progetto in due capitoli, Don't Settle, Transmissions East & West, registrato dal vivo davanti al pubblico dello storico Funkhaus di Berlino: il primo volume esce il 24 aprile, il secondo il 26 giugno. Venti reinterpretazioni che attraversano tutta la sua carriera, dal repertorio dei Frames a quello con Irglová fino ai brani solisti.

La discografia essenziale

Con i Frames Hansard pubblica sei album in studio, quattro dei quali entrano nella top ten della classifica irlandese: da Fitzcarraldo del 1996 fino a The Cost del 2007, passando per l'album più conosciuto della band, Burn the Maps, uscito nel 2004. Da solista lascia invece cinque dischi, ciascuno con una propria identità sonora: dal folk più diretto di Rhythm and Repose fino alle atmosfere raccolte di This Wild Willing, registrato in gran parte in una chiesa sconsacrata di Chicago. Un percorso discografico costruito senza fretta, in oltre tre decenni di attività, e mai piegato alle logiche del mercato discografico più commerciale.

Al di fuori della musica, Hansard aveva costruito negli anni una solida reputazione come musicista dal vivo instancabile: la sua voce, graffiante e allo stesso tempo fragile, era riconoscibile sin dalle prime note, capace di passare da sussurri intimi a esplosioni emotive nel giro di pochi secondi. Un tratto che critica e pubblico gli riconoscevano da sempre, e che aveva contribuito a renderlo uno dei nomi più rispettati del folk rock europeo degli ultimi trent'anni.

Vita privata: la compagna Maire Saaritsa e il figlio Christy

Riservato rispetto alla propria vita privata, Hansard aveva avuto una relazione sentimentale con Markéta Irglová tra il 2006 e il 2009, parallela alla nascita e al successo di The Swell Season. Nel 2022 aveva sposato la poetessa Maire Saaritsa, dalla quale ha avuto un figlio, Christy, di tre anni. Nel comunicato diffuso dopo la sua morte, ATC Management ha sottolineato quanto la famiglia fosse "profondamente scioccata e distrutta" dalla perdita, ringraziando al contempo i soccorritori intervenuti sul luogo dell'incidente.

Hansard era conosciuto anche per il suo impegno sociale: da anni sosteneva le campagne contro il disagio abitativo a Dublino ed era un volto ricorrente della celebre kermesse musicale di strada che, ogni vigilia di Natale, anima il centro della capitale irlandese raccogliendo fondi per i senzatetto. Un impegno che affondava le radici nella sua stessa esperienza di ragazzo che aveva imparato a suonare sui marciapiedi della città, e che negli anni lo aveva portato a collaborare anche con associazioni locali per l'assistenza a chi vive per strada durante l'inverno irlandese.

Anche sul piano musicale, Hansard non aveva mai nascosto il debito nei confronti degli artisti che lo avevano formato da ragazzo. In diverse interviste aveva raccontato l'ammirazione per Bruce Springsteen, di cui aveva assistito a decine di concerti nel corso degli anni, e per la tradizione cantautorale americana di Bob Dylan e Leonard Cohen, insieme alla musica folk celtica ascoltata fin da bambino nella casa di famiglia a Ballymun. Una combinazione di influenze che si ritrova in tutta la sua produzione, dai primi dischi dei Frames fino agli ultimi lavori solisti.

I concerti in Italia di dicembre 2026

Proprio nelle scorse settimane Hansard aveva annunciato il ritorno nei teatri italiani per dicembre 2026, con quattro date che avrebbero toccato altrettante città: l'11 dicembre a Parma, al Teatro Regio, nell'ambito del Barezzi Festival; il 12 dicembre a Perugia, all'Auditorium San Francesco al Prato; il 14 dicembre a Roma, nella Sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica; il 15 dicembre a Pesaro, al Teatro Rossini. Il tour era legato proprio alla promozione di Don't Settle, il progetto discografico registrato dal vivo a Berlino. Al momento gli organizzatori non hanno diffuso comunicazioni ufficiali sul destino delle date, ma la scomparsa dell'artista rende inevitabilmente incerta la loro tenuta.

Per molti fan italiani, che negli anni avevano seguito Hansard sia nei tour da solista sia nelle tappe con i Frames, quelle quattro serate rappresentavano l'occasione per rivedere dal vivo un artista che tornava sui palchi nazionali a distanza di tempo. Nel 2019, tra l'altro, si era esibito anche a Roma, all'Auditorium Parco della Musica, città che aveva sempre mostrato un legame particolare con il suo pubblico.

Il ricordo dei fan e dell'ambiente musicale

Nelle ore successive alla notizia, i social si sono riempiti di messaggi di cordoglio da parte di fan, colleghi musicisti e semplici spettatori che lo avevano visto esibirsi negli anni. Molti hanno ricordato non solo la sua musica, ma anche gli aneddoti raccontati durante le interviste, come quello, condiviso in una sessione radiofonica statunitense, su dove custodisse la statuetta dell'Oscar vinta nel 2008: non in una teca o in salotto, ma riposta in un luogo tutt'altro che scenografico della sua abitazione, coerente con l'immagine di artista schivo che aveva coltivato per tutta la carriera nonostante la fama internazionale.

Segui Notizie Secche