La storia vera di un miracolo di Bruno Ferrero

La storia vera di un miracolo

La storia vera di un miracolo

Questa è la storia vera di un miracolo avvenuto grazie ad una bambina di otto anni che sapeva che l’amore può fare meraviglie.

Il suo fratellino era destinato a morire per un tumore al cervello. I suoi genitori erano poveri, ma avevano fatto di tutto per salvarlo, spendendo tutti i loro risparmi. Una sera, il papà disse alla mamma in lacrime: non ce la facciamo più cara, credo sia finita. Solo un miracolo potrebbe salvarlo.La piccola, con il fiato sospeso, in un angolo della stanza aveva sentito.Corse nella sua stanza, ruppe il salvadanaio e senza far rumore si diresse alla farmacia più vicina. Attese pazientemente il suo turno. Si avvicinò al bancone, si alzò sulla punta dei piedi e, davanti al farmacista meravigliato, posò sul banco tutte le monete.
Per cos’è? Che cosa vuoi piccola?.
È per il mio fratellino, signor farmacista. È molto malato e io sono venuta a comprare un miracolo.
Che cosa dici? borbottò il farmacista.
“Si chiama Andrea, e ha una cosa che gli cresce dentro la testa, e papà ha detto alla mamma che è finita, non c’è più niente da fare e che ci vorrebbe un miracolo per salvarlo. Vede, io voglio tanto bene al mio fratellino, per questo ho preso tutti i miei soldi e sono venuta a comperare un miracolo.
Il farmacista accennò un sorriso triste.
“Piccola mia, noi qui non vendiamo miracoli”.
“Ma se non bastano questi soldi posso darmi da fare per trovarne ancora. Quanto costa un miracolo?
C’era nella farmacia un uomo alto ed elegante, dall’aria molto seria, che sembrava interessato alla strana conversazione.
Il farmacista allargò le braccia mortificato. La bambina, con le lacrime agli occhi, cominciò a recuperare le sue monetine. L’uomo si avvicinò a lei.
Perché piangi, piccola? Che cosa ti succede?.
Il signor farmacista non vuole vendermi un miracolo e neanche dirmi quanto costa è per il mio fratellino Andrea che è molto malato. Mamma dice che ci vorrebbe un’operazione, ma papà dice che costa troppo e non possiamo pagare e che ci vorrebbe un miracolo per salvarlo. Per questo ho portato tutto quello che ho”.
“Quanto hai?”.”Un dollaro e undici centesimi.Ma, sapete aggiunse con un filo di voce, “posso trovare ancora qualcosa.
L’uomo sorrise “Guarda, non credo sia necessario. Un dollaro e undici centesimi è esattamente il prezzo di un miracolo per il tuo fratellino!”. Con una mano raccolse la piccola somma e con l’altra prese dolcemente la manina della bambina.
“Portami a casa tua, piccola. Voglio vedere il tuo fratellino e anche il tuo papà e la tua mamma e vedere con loro se possiamo trovare il piccolo miracolo di cui avete bisogno”.
Il signore alto ed elegante e la bambina uscirono tenendosi per mano.
Quell’uomo era il professor Carlton Armstrong, uno dei più grandi neurochirurghi del mondo. Operò il piccolo Andrea che tornò a casa qualche settimana dopo completamente guarito.
“Questa operazione” mormorò la mamma “è un vero miracolo. Mi chiedo quanto sia costata”.
La sorellina sorrise senza dire niente. Lei sapeva quanto era costato il miracolo: un dollaro e undici centesimi, più naturalmente l’amore e la fede di una bambina.

La storia vera di un miracolo

La storia vera di un miracolo

C’è chi sostiene che la storia vera di un miracolo tratto dal  libro “C’è ancora qualcuno che danza” di Bruno Ferrero non sia vera.Ora che sia autentica oppure no a me personalmente non importa, questa storia, questa coincidenza, fortuna o miracolo come la si voglia chiamare mi ha strappato una lacrimuccia.Nel mondo esistono persone meravigliose e con un cuore pieno di amore e altruismo, poche ma esistono.Sarebbe bello se questa storia fosse d’esempio a tutti noi, possiamo tutti essere quell’uomo che ha salvato quel bambino, un piccolo gesto di amore potrebbe cambiare e salvare la vita di qualcun altro, non dimentichiamocelo.

A proposito di miracoli leggi anche la storia della signora Gigliola Candian e il miracolo avvenuto a Medjugorje

Soldato israeliano condannato per aver mangiato un panino con salame

Soldato israeliano

Soldato israeliano mangia un panino con salame e viene condannato a 11 giorni di reclusione

Soldato israeliano mangia un panino con salame e viene condannato a 11 giorni di reclusione

Se il vostro stomaco inizia a brontolare e state pensando di mangiare un bel panino con salame, allora dovreste far attenzione a non arruolarvi nell’esercito israeliano.Un giovane militare di origini statunitense è stato condannato a 11 giorni di reclusione in un carcere militare, per aver ceduto alla tentazione di mangiare per l’appunto pane e salame, vietato alla Continua a leggere

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Qual’ è l’uccello più grande e veloce del mondo?

Al mondo esistono tantissimi tipi di uccelli, lunghi, corti, molti riescono a volare mentre altri no, ma lo sapete qual’è l’uccello più grande del mondo?

 

Qual' è l'uccello più grande e veloce del mondo?

Lo struzzo africano l’uccello più grande e più veloce del mondo

Al contrario di quello che state pensando voi, colui che detiene il record per essere l’uccello più grande più grande del mondo è lo struzzo africano che pur avendo le ali non è in grado di volare.

Lo struzzo africano è il più grande e il più veloce uccello del mondo.Può raggiungere un altezza di 2,7 metri e una lunghezza di circa Continua a leggere

Paradiso e Inferno:Qual è la morale di questa storia?

Paradiso e Inferno

Paradiso e Inferno

Un uomo parlava con il Signore riguardo a paradiso e inferno.
Il Signore disse all’uomo:“Vieni, ti mostrerò l’inferno”…
Entrarono in una stanza in cui un gruppo di persone sedeva attorno ad una grande pentola di stufato.Tutti erano denutriti, disperati e affamati. Ognuno teneva in mano un cucchiaio che raggiungeva la pentola, ma il cucchiaio aveva Continua a leggere

Credere nella scienza o nella fede religiosa?

 scienza

Scienza e religione

Immaginiamo per un attimo di catapultarci indietro di circa 2000 anni fa.Dopo una dura giornata di lavoro è finalmente arrivato il momento di dormire.Nonostante sia notte fonda non riusciamo ad addormentarci, così decidiamo di uscire di casa e di sdraiarci sull’ erba a guardare le stelle.Innanzi a quel meraviglioso spettacolo iniziamo a farci mille domande:Ma cosa sono quei puntini che brillano?Saranno Continua a leggere

Se tornassi a vivere della scrittrice Erma Bombeck

Se tornassi a vivere della scrittrice Erma Bombeck

Se tornassi a vivere della scrittrice Erma Bombeck

Se tornassi a vivere, un altra perla tratta da un libro della grandiosa Erma Bombeck

Qualcuno mi ha chiesto giorni fa se, potendo rinascere, avrei vissuto la vita in maniera diversa. Lì per lì ho risposto di no, poi ci ho pensato un po’ su e ..
Potendo rivivere la mia vita, avrei parlato meno ed ascoltato di più.
Non avrei rinunciato ad invitare a cena gli amici soltanto perché il mio tappeto aveva qualche macchia e la fodera del divano era stinta.
Avrei mangiato briciolosi panini nel salotto buono e mi sarei preoccupata molto meno dello sporco prodotto dal caminetto acceso.
Avrei trovato il tempo di ascoltare il nonno quando rievocava gli anni della sua giovinezza.
Non avrei mai preteso in un
giorno di estate, che i finestrini della macchina fossero alzati perché avevo appena fatto la messa in piega.
Non avrei lasciato che la candela a forma di rosa si sciogliesse, dimenticata, nello sgabuzzino. L’avrei consumata io a forza di accenderla.Mi sarei stesa sul prato con i bambini senza badare alle macchie d’erba sui vestiti.Avrei pianto e riso di meno guardando la televisione e di più osservando la vita.Avrei condiviso maggiormente le responsabilità di mio marito.Mi sarei messa a letto quando stavo male, invece di andare febbricitante al lavoro, quasi che, mancando io dall’ufficio, il mondo si sarebbe fermato.Invece di non vedere l’ora che finissero i nove mesi della gravidanza, ne avrei amato ogni attimo, consapevole del fatto che la cosa stupenda che mi viveva dentro era la mia unica occasione di collaborare con Dio alla realizzazione di un miracolo.A mio figlio che mi baciava con trasporto non avrei detto: “Su, su, basta. Và a lavarti che la cena è pronta”.
Avrei detto più spesso: Ti voglio bene e meno spesso: mi dispiace,  ma soprattutto, potendo ricominciare tutto daccapo, mi impadronirei di ogni minuto, lo guarderei fino a vederlo veramente,lo vivrei…e non lo restituirei mai più.

Se tornassi a vivere della scrittrice Erma Bombeck

Leggi anche quali sono i rimpianti di alcuni pazienti malati di cancro che avrebbero voluto realizzare 

 

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Butta un vecchio pc apple, ma vale 200 mila dollari

apple

Avete deciso di fare le pulizie di casa, sbarazzandovi di vecchie cianfrusaglie?Allora State attenti a cosa buttate nella spazzatura, perché quello che per voi potrebbe essere spazzatura, per altri potrebbe essere un tesoro.Un’anziana signora in California, dopo la morte del marito, aveva deciso che era giunta l’ora di sbarazzarsi degli oggetti posseduti in vita dal consorte e di liberare la Continua a leggere

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Il 2 giugno ritorna la luna rosa

Occhi all’insù per ammirare il nuovo appuntamento estivo del fenomeno astronomico della luna rosa, previsto per il 2 giugno.

luna rosa

Il 2 giugno, infatti, la luna sarà piena e più luminosa del solito, si troverà a una distanza di 385mila chilometri circa dalla Terra e si potrà guardare ad occhio nudo per la gioia degli appassionati e non.La distanza minima dalla Terra sarà raggiunta alle Continua a leggere

Come fare per: costruire uno spaventapasseri

Il classico spaventapasseri è stato sostituito da fili e nastri catarifrangenti molto più facili da installare, ma chi preferisce può provare a costruire uno spaventapasseri proprio secondo tradizione contadina.

Lo spaventapasseri è il metodo più antico impiegato per proteggere l’orto dagli uccelli. Lo spaventapasseri è un fantoccio dalle sembianze umane che  serve a incutere timore negli uccelli di passaggio.spaventapasseri

Volete costruire un simpatico spaventapasseri per proteggere il vostro campo coltivato o, semplicemente, per personalizzare in modo originale una festa a tema?

Non preoccupatevi, ecco la soluzione che fa per voi! Tramite questo tutorial Continua a leggere

Il mio papà mi manca di Erma Bombeck

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Il mio papà mi manca di Erma Bombeck

Erma Bombeck, nata nel 1927 e morta nel 1996 è stata una delle più famose giornaliste americane, ha collaborato per anni anche con la televisione locale ABC. Queste righe dedicate al papà sono tratte da un suo libro ed esprimono un sentimento profondo verso quella persona a cui spesso diamo poco valore per poi accorgerci troppo tardi di quanto sia stata importante la sua presenza nella nostra vita.Il nostro Papà.

Il mio papà mi manca di Erma Bombeck. Buona lettura

Quando ero piccola, un padre era per me come la luce del frigorifero. Ogni casa ne aveva uno, ma nessuno sapeva realmente cosa facevano sia l’uno che l’altro, dopo che la porta era stata chiusa.
Mio padre usciva di casa ogni mattina e ogni sera quando tornava sembrava lieto di rivederci .
Lui solo era capace di aprire il vasetto dei sottaceti, quando gli altri non riuscivano. Era l’unico che non aveva paura di andare in cantina da solo. Si tagliava, facendosi la barba, ma nessuno gli dava il bacino o si impressionava per questo. Quando pioveva era lui che,
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