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Un giorno un ragazzo povero, che per pagare i suoi studi vendeva beni di porta in porta, si accorse che gli era rimasta solamente una monetina da dieci centesimi, e aveva fame. Così decise di chiedere da mangiare alla prossima casa. Ma si smontò subito quando vide che ad aprire la porta era una giovane donna. Invece di un pasto, gli riuscì solo di chiedere un bicchier d’acqua. Lei però lo vide così affamato che pensò di portargli un bicchierone di latte. Lo bevve lentamente e poi chiese: Continua a leggere

La storia del cavallo e del maiale.

maiale

Un fattore comprò un cavallo da monta, un esemplare stupendo!!! Lo pagò una fortuna ma dopo un mese il cavallo si ammalò. Così il fattore disperato chiamò il veterinario: – beh… il suo cavallo ha un virus, deve prendere queste medicine per 3 giorni, dopo il terzo giorno vengo a controllare, se non si sarà ripreso dovremo abbatterlo! Il maiale lì vicino ascoltò tutta la conversazione. Dopo il primo giorno di medicinali tutto era come prima! Il porco si avvicinò al cavallo e gli disse: – forza amico, Continua a leggere

La storia vera di un miracolo

La storia vera di un miracolo

Questa è la storia vera di un miracolo avvenuto grazie ad una bambina di otto anni che sapeva che l’amore può fare meraviglie.

Il suo fratellino era destinato a morire per un tumore al cervello. I suoi genitori erano poveri, ma avevano fatto di tutto per salvarlo, spendendo tutti i loro risparmi. Una sera, il papà disse alla mamma in lacrime: non ce la facciamo più cara, credo sia finita. Solo un miracolo potrebbe salvarlo.La piccola, con il fiato sospeso, in un angolo della stanza aveva sentito.Corse nella sua stanza, ruppe il salvadanaio e senza far rumore si diresse alla farmacia più vicina. Attese pazientemente il suo turno. Si avvicinò al bancone, si alzò sulla punta dei piedi e, davanti al farmacista meravigliato, posò sul banco tutte le monete.
Per cos’è? Che cosa vuoi piccola?.
È per il mio fratellino, signor farmacista. È molto malato e io sono venuta a comprare un miracolo.
Che cosa dici? borbottò il farmacista.
“Si chiama Andrea, e ha una cosa che gli cresce dentro la testa, e papà ha detto alla mamma che è finita, non c’è più niente da fare e che ci vorrebbe un miracolo per salvarlo. Vede, io voglio tanto bene al mio fratellino, per questo ho preso tutti i miei soldi e sono venuta a comperare un miracolo.
Il farmacista accennò un sorriso triste.
“Piccola mia, noi qui non vendiamo miracoli”.
“Ma se non bastano questi soldi posso darmi da fare per trovarne ancora. Quanto costa un miracolo?
C’era nella farmacia un uomo alto ed elegante, dall’aria molto seria, che sembrava interessato alla strana conversazione.
Il farmacista allargò le braccia mortificato. La bambina, con le lacrime agli occhi, cominciò a recuperare le sue monetine. L’uomo si avvicinò a lei.
Perché piangi, piccola? Che cosa ti succede?.
Il signor farmacista non vuole vendermi un miracolo e neanche dirmi quanto costa è per il mio fratellino Andrea che è molto malato. Mamma dice che ci vorrebbe un’operazione, ma papà dice che costa troppo e non possiamo pagare e che ci vorrebbe un miracolo per salvarlo. Per questo ho portato tutto quello che ho”.
“Quanto hai?”.”Un dollaro e undici centesimi.Ma, sapete aggiunse con un filo di voce, “posso trovare ancora qualcosa.
L’uomo sorrise “Guarda, non credo sia necessario. Un dollaro e undici centesimi è esattamente il prezzo di un miracolo per il tuo fratellino!”. Con una mano raccolse la piccola somma e con l’altra prese dolcemente la manina della bambina.
“Portami a casa tua, piccola. Voglio vedere il tuo fratellino e anche il tuo papà e la tua mamma e vedere con loro se possiamo trovare il piccolo miracolo di cui avete bisogno”.
Il signore alto ed elegante e la bambina uscirono tenendosi per mano.
Quell’uomo era il professor Carlton Armstrong, uno dei più grandi neurochirurghi del mondo. Operò il piccolo Andrea che tornò a casa qualche settimana dopo completamente guarito.
“Questa operazione” mormorò la mamma “è un vero miracolo. Mi chiedo quanto sia costata”.
La sorellina sorrise senza dire niente. Lei sapeva quanto era costato il miracolo: un dollaro e undici centesimi, più naturalmente l’amore e la fede di una bambina.

La storia vera di un miracolo

La storia vera di un miracolo

C’è chi sostiene che la storia vera di un miracolo tratto dal  libro “C’è ancora qualcuno che danza” di Bruno Ferrero non sia vera.Ora che sia autentica oppure no a me personalmente non importa, questa storia, questa coincidenza, fortuna o miracolo come la si voglia chiamare mi ha strappato una lacrimuccia.Nel mondo esistono persone meravigliose e con un cuore pieno di amore e altruismo, poche ma esistono.Sarebbe bello se questa storia fosse d’esempio a tutti noi, possiamo tutti essere quell’uomo che ha salvato quel bambino, un piccolo gesto di amore potrebbe cambiare e salvare la vita di qualcun altro, non dimentichiamocelo.

A proposito di miracoli leggi anche la storia della signora Gigliola Candian e il miracolo avvenuto a Medjugorje

Paradiso e Inferno

Paradiso e Inferno

Un uomo parlava con il Signore riguardo a paradiso e inferno.
Il Signore disse all’uomo:“Vieni, ti mostrerò l’inferno”…
Entrarono in una stanza in cui un gruppo di persone sedeva attorno ad una grande pentola di stufato.Tutti erano denutriti, disperati e affamati. Ognuno teneva in mano un cucchiaio che raggiungeva la pentola, ma il cucchiaio aveva Continua a leggere

Se tornassi a vivere della scrittrice Erma Bombeck

Se tornassi a vivere della scrittrice Erma Bombeck

Se tornassi a vivere, un altra perla tratta da un libro della grandiosa Erma Bombeck

Qualcuno mi ha chiesto giorni fa se, potendo rinascere, avrei vissuto la vita in maniera diversa. Lì per lì ho risposto di no, poi ci ho pensato un po’ su e ..
Potendo rivivere la mia vita, avrei parlato meno ed ascoltato di più.
Non avrei rinunciato ad invitare a cena gli amici soltanto perché il mio tappeto aveva qualche macchia e la fodera del divano era stinta.
Avrei mangiato briciolosi panini nel salotto buono e mi sarei preoccupata molto meno dello sporco prodotto dal caminetto acceso.
Avrei trovato il tempo di ascoltare il nonno quando rievocava gli anni della sua giovinezza.
Non avrei mai preteso in un
giorno di estate, che i finestrini della macchina fossero alzati perché avevo appena fatto la messa in piega.
Non avrei lasciato che la candela a forma di rosa si sciogliesse, dimenticata, nello sgabuzzino. L’avrei consumata io a forza di accenderla.Mi sarei stesa sul prato con i bambini senza badare alle macchie d’erba sui vestiti.Avrei pianto e riso di meno guardando la televisione e di più osservando la vita.Avrei condiviso maggiormente le responsabilità di mio marito.Mi sarei messa a letto quando stavo male, invece di andare febbricitante al lavoro, quasi che, mancando io dall’ufficio, il mondo si sarebbe fermato.Invece di non vedere l’ora che finissero i nove mesi della gravidanza, ne avrei amato ogni attimo, consapevole del fatto che la cosa stupenda che mi viveva dentro era la mia unica occasione di collaborare con Dio alla realizzazione di un miracolo.A mio figlio che mi baciava con trasporto non avrei detto: “Su, su, basta. Và a lavarti che la cena è pronta”.
Avrei detto più spesso: Ti voglio bene e meno spesso: mi dispiace,  ma soprattutto, potendo ricominciare tutto daccapo, mi impadronirei di ogni minuto, lo guarderei fino a vederlo veramente,lo vivrei…e non lo restituirei mai più.

Se tornassi a vivere della scrittrice Erma Bombeck

Leggi anche quali sono i rimpianti di alcuni pazienti malati di cancro che avrebbero voluto realizzare 

 

papà mi manca

Il mio papà mi manca di Erma Bombeck

Erma Bombeck, nata nel 1927 e morta nel 1996 è stata una delle più famose giornaliste americane, ha collaborato per anni anche con la televisione locale ABC. Queste righe dedicate al papà sono tratte da un suo libro ed esprimono un sentimento profondo verso quella persona a cui spesso diamo poco valore per poi accorgerci troppo tardi di quanto sia stata importante la sua presenza nella nostra vita.Il nostro Papà.

Il mio papà mi manca di Erma Bombeck. Buona lettura

Quando ero piccola, un padre era per me come la luce del frigorifero. Ogni casa ne aveva uno, ma nessuno sapeva realmente cosa facevano sia l’uno che l’altro, dopo che la porta era stata chiusa.
Mio padre usciva di casa ogni mattina e ogni sera quando tornava sembrava lieto di rivederci .
Lui solo era capace di aprire il vasetto dei sottaceti, quando gli altri non riuscivano. Era l’unico che non aveva paura di andare in cantina da solo. Si tagliava, facendosi la barba, ma nessuno gli dava il bacino o si impressionava per questo. Quando pioveva era lui che,
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Storia zen

Storia zen

Una anziana donna cinese possedeva due grandi vasi, appesi alle estremità di un lungo bastone che portava bilanciandolo sul collo.
Uno dei due vasi aveva una crepa, mentre l’altro era intero. Così alla fine del lungo tragitto dalla fonte a casa, il vaso intero arrivava sempre pieno, mentre quello con la crepa arrivava sempre mezzo vuoto.
Per oltre due anni, ogni giorno l’anziana donna riportò a casa sempre un vaso e mezzo di acqua.
Ovviamente il vaso intero era fiero di se stesso, mentre il vaso rotto si vergognava terribilmente della sua imperfezione e di riuscire a svolgere solo metà del suo compito. Dopo due anni, finalmente trovò il
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Impiegherai meno di un minuto a leggere questa storia, ma poi la tua vita cambierà

felicità

Condividi la tua felicità

Due uomini, entrambi molto malati, occupavano la stessa stanza d’ospedale.A uno dei due uomini era permesso mettersi seduto sul letto per un’ora ogni pomeriggio per aiutare il drenaggio dei fluidi dal suo corpo.Il suo letto era vicino all’unica finestra della stanza.
L’altro uomo doveva restare sempre sdraiato.
I due uomini fecero conoscenza e cominciarono a parlare per ore.
Parlarono delle loro mogli e delle loro famiglie, delle loro case, del loro lavoro, del loro servizio militare e dei viaggi che avevano fatto.
Ogni pomeriggio l’uomo che stava nel letto vicino alla finestra poteva sedersi e passava il tempo raccontando al suo compagno di stanza tutte le cose che poteva vedere fuori alla finestra.
L’uomo nell’altro letto cominciò a vivere per quelle singole ore nelle quali il suo mondo era reso più bello e più vivo da tutte le cose e i colori del mondo esterno.
La finestra dava su un parco con un delizioso laghetto.
Le anatre e i cigni giocavano nell’acqua mentre i bambini facevano navigare le loro barche giocattolo.
Giovani innamorati camminavano abbracciati tra fiori di ogni colore e c’era una bella vista della città in lontananza.
Mentre l’uomo vicino alla finestra descriveva tutto ciò nei Continua a leggere

un bambino

Un figlio felice sarà un adulto maturo

Per essere dei genitori buoni, non c’è una regola da seguire, non esistono dei manuali che ci insegnano come fare, non vi è un si o un no, il genitore non lo si fa, lo si è e basta, basta crederci, basta vivere questa bellissima esperienza di crescere un figlio nel modo più naturale e cristallino che ci sia.

Leggete questo testo molto bello e significativo di Federica Morrone

Un bambino risponde «grazie» perché ha sentito che è il tuo modo di replicare a una gentilezza, non perché gli insegni a dirlo.

Un bambino si muove sicuro nello spazio quando è consapevole che tu non lo trattieni, ma che sei lì nel caso lui abbia bisogno di te. Continua a leggere

il primo amore

Il primo amore non si scorda mai

Vi capita di tanto in tanto di ricordare i primi amori, i luoghi visitati insieme, ripensare all’emozione del primo bacio di gioventù, le farfalle nello stomaco, nonostante siano passati un bel po di anni?Ebbene è normalissimo.
Un gruppo di psicologi britannici hanno fotografato con risonanza magnetica funzionale il cervello di alcuni volontari, facendoli rivivere una love story passata, attraverso immagini e musiche. Il risultato?Hanno notato che nella maggior parte delle persone si accendevano alcune zone in particolare:in primis la corteccia prefrontale, ma anche l’amigdala e l’ipotalamo. Ed  in particolare nell’ipotalamo si attivavano i circuiti del piacere, gli stessi che si utilizzano quando si mangia il cioccolato o quando si fa sesso. Se, dopo aver buttato i suoi regali, aver cancellato il suo numero di telefono, ti ritrovi a ripensare a quel weekend romantico con lui o con lei  provando un sentimento ancora profondo non sentirti in colpa, il primo amore per quanto sia stato piacevole o meno, non si scorderà mai, lasciando nel nostro cuore un alone di malinconia e felicità.

Leggi anche:Probabilmente non sono stata niente di particolare, per te.Tipo una commedia d’amore qualunque.