papà mi manca

Il mio papà mi manca di Erma Bombeck

Erma Bombeck, nata nel 1927 e morta nel 1996 è stata una delle più famose giornaliste americane, ha collaborato per anni anche con la televisione locale ABC. Queste righe dedicate al papà sono tratte da un suo libro ed esprimono un sentimento profondo verso quella persona a cui spesso diamo poco valore per poi accorgerci troppo tardi di quanto sia stata importante la sua presenza nella nostra vita.Il nostro Papà.

Il mio papà mi manca di Erma Bombeck. Buona lettura

Quando ero piccola, un padre era per me come la luce del frigorifero. Ogni casa ne aveva uno, ma nessuno sapeva realmente cosa facevano sia l’uno che l’altro, dopo che la porta era stata chiusa.
Mio padre usciva di casa ogni mattina e ogni sera quando tornava sembrava lieto di rivederci .
Lui solo era capace di aprire il vasetto dei sottaceti, quando gli altri non riuscivano. Era l’unico che non aveva paura di andare in cantina da solo. Si tagliava, facendosi la barba, ma nessuno gli dava il bacino o si impressionava per questo. Quando pioveva era lui che,
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Storia zen

Storia zen

Una anziana donna cinese possedeva due grandi vasi, appesi alle estremità di un lungo bastone che portava bilanciandolo sul collo.
Uno dei due vasi aveva una crepa, mentre l’altro era intero. Così alla fine del lungo tragitto dalla fonte a casa, il vaso intero arrivava sempre pieno, mentre quello con la crepa arrivava sempre mezzo vuoto.
Per oltre due anni, ogni giorno l’anziana donna riportò a casa sempre un vaso e mezzo di acqua.
Ovviamente il vaso intero era fiero di se stesso, mentre il vaso rotto si vergognava terribilmente della sua imperfezione e di riuscire a svolgere solo metà del suo compito. Dopo due anni, finalmente trovò il
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Impiegherai meno di un minuto a leggere questa storia, ma poi la tua vita cambierà

felicità

Condividi la tua felicità

Due uomini, entrambi molto malati, occupavano la stessa stanza d’ospedale.A uno dei due uomini era permesso mettersi seduto sul letto per un’ora ogni pomeriggio per aiutare il drenaggio dei fluidi dal suo corpo.Il suo letto era vicino all’unica finestra della stanza.
L’altro uomo doveva restare sempre sdraiato.
I due uomini fecero conoscenza e cominciarono a parlare per ore.
Parlarono delle loro mogli e delle loro famiglie, delle loro case, del loro lavoro, del loro servizio militare e dei viaggi che avevano fatto.
Ogni pomeriggio l’uomo che stava nel letto vicino alla finestra poteva sedersi e passava il tempo raccontando al suo compagno di stanza tutte le cose che poteva vedere fuori alla finestra.
L’uomo nell’altro letto cominciò a vivere per quelle singole ore nelle quali il suo mondo era reso più bello e più vivo da tutte le cose e i colori del mondo esterno.
La finestra dava su un parco con un delizioso laghetto.
Le anatre e i cigni giocavano nell’acqua mentre i bambini facevano navigare le loro barche giocattolo.
Giovani innamorati camminavano abbracciati tra fiori di ogni colore e c’era una bella vista della città in lontananza.
Mentre l’uomo vicino alla finestra descriveva tutto ciò nei Continua a leggere

un bambino

Un figlio felice sarà un adulto maturo

Per essere dei genitori buoni, non c’è una regola da seguire, non esistono dei manuali che ci insegnano come fare, non vi è un si o un no, il genitore non lo si fa, lo si è e basta, basta crederci, basta vivere questa bellissima esperienza di crescere un figlio nel modo più naturale e cristallino che ci sia.

Leggete questo testo molto bello e significativo di Federica Morrone

Un bambino risponde «grazie» perché ha sentito che è il tuo modo di replicare a una gentilezza, non perché gli insegni a dirlo.

Un bambino si muove sicuro nello spazio quando è consapevole che tu non lo trattieni, ma che sei lì nel caso lui abbia bisogno di te. Continua a leggere

il primo amore

Il primo amore non si scorda mai

Vi capita di tanto in tanto di ricordare i primi amori, i luoghi visitati insieme, ripensare all’emozione del primo bacio di gioventù, le farfalle nello stomaco, nonostante siano passati un bel po di anni?Ebbene è normalissimo.
Un gruppo di psicologi britannici hanno fotografato con risonanza magnetica funzionale il cervello di alcuni volontari, facendoli rivivere una love story passata, attraverso immagini e musiche. Il risultato?Hanno notato che nella maggior parte delle persone si accendevano alcune zone in particolare:in primis la corteccia prefrontale, ma anche l’amigdala e l’ipotalamo. Ed  in particolare nell’ipotalamo si attivavano i circuiti del piacere, gli stessi che si utilizzano quando si mangia il cioccolato o quando si fa sesso. Se, dopo aver buttato i suoi regali, aver cancellato il suo numero di telefono, ti ritrovi a ripensare a quel weekend romantico con lui o con lei  provando un sentimento ancora profondo non sentirti in colpa, il primo amore per quanto sia stato piacevole o meno, non si scorderà mai, lasciando nel nostro cuore un alone di malinconia e felicità.

Leggi anche:Probabilmente non sono stata niente di particolare, per te.Tipo una commedia d’amore qualunque.

Un infermiera che cura i malati terminali

Vorrei averlo fatto!!!I 5 maggiori rimpianti pubblicati da Bronnie Ware, un infermiera che cura i malati terminali

Vi siete mai chiesti quale sarebbe il vostro più grande rimpianto se oggi fosse il vostro ultimo giorno di vita? Bronnie Ware è un’infermiera australiana che da assistenza e conforto ai malati terminali, passando le giornate a parlare con i suoi assistiti, uomini e donne costretti a fare un bilancio della propria vita.
Così Ware ha deciso di scrivere un libro e lo ha intitolato «Vorrei averlo fatto ».Niente pulsioni sessuali o alimentari, niente voglia di lusso, gioielli, macchine o costosi viaggi esotici: i rimorsi confessati nel letto di morte sono semplici e poetici.Questi i cinque più comuni rimpianti:

 5 – Avrei voluto essere più felice.Molti non si rendono conto, finché non è tardi, che la felicità è una scelta di vita.Sono rimasti bloccati nelle loro abitudini e nella routine.Il “quieto vivere” li ha portati a vivere un’esistenza monotona e senza sentimenti veri.La paura del cambiamento li ha costretti a fingere con gli  altri e mentire a se stessi, convincendosi di essere contenti, quando nel profondo del loro cuore, non desideravano altro che ridere  e vivere con pienezza quei momenti di vera felicità”.

4 – Sarei voluto rimanere in contatto con gli amici. Molti erano così concentrati sulle proprie vite che hanno perso per strada il Continua a leggere